Non sono un blogger

Penso si sia capito oramai. Non aggiorno il blog da tanto (un mese? neanche lo ricordo); la cosa peggiore è che le cose nella mia vita cambiano, ma non mi viene da postarle. Cambio macchina (domani il contratto, probabilmente lunedì la ritiro), gli esami diminiuiscono (-8 :P)… Solo Lei rimane. E rimane ogni giorno di più. Per questo non c’è bisogno di blog: rimarrai a vita, ne sono sicuro…

Cominciare e Ricominciare

Se ci fosse un corrispettivo estivo per l’Epifania, che tutte le feste (invernali) si porta via, potrebbe essere oggi. Ultimo lunedì di agosto, non ci sono più scuse: da oggi si ricomincia ufficialmente la “stagione”. Già da sabato e domenica con il campionato di calcio se ne avevano i sentori, ma ora è proprio evidente: si pensa agli esami, ricominciano gli allenamenti… Eh si, ci siamo. E meno male, iniziavo a sentire la mancanza della cara, vecchia quotidianità…

Le cose importanti

Mentre la mia città va letteralmente a fuoco, io sono qui al giro di boa della mia prima vacanza (eh si, le considero due vacanze diverse: vuoi mettere i tuoi amici e la tua ragazza invece dei nonni? 🙂 ). Tutto dovrebbe scorrere liscio, e invece… come al solito mi sto risparando tremile seghe mentali: sto spendendo una fracca di soldi per rimettere a posto il cellulare, ricomprando la cover nuova originale (perché quella tarocca è già andata a farsi benedire) a 40€, che dopo cinque giorni viene già graffiata proprio dalla protezione in plastica rigida che doveva farla durare mesi senza il minimo segno… quando si dice “il colmo”. La cosa più stupida, e che odio di più, è che già sto pensando a ricomprarla! Altri 30€, giusto perché ho soldi da buttare via! E poi, io che sono stato da sempre il più maldestro essere su sta terra con gli oggetti tecnologici (anche se ultimamente un pochino ci sto prendendo la mano), che buttavo il cellulare dove mi capitava, “tanto chi se ne frega”… metamorosi completa, tanto che ormai manco mi riconosco più. L’altra sfida da vincere è quella con la bicicletta: ce la devo fare. Non può essere che a 23 anni e mezzo devo avere ancora paura. Oggi la sistemo e poi vado. E che cavolo!

Vacanze!

Ebbene si, anche se non faccio un cavolo dalla mattina alla sera, da oggi sono in vacanza in quel di Grottammare. Tre settimane (due con parenti e una con amici (e chissà, una futura parente :)) all’insegna dello svacco più totale, alla faccia di deduzioni naturali e altre menate universitarie. Che tanto, passettino passettino, il traguardo si avvicina… Vedere la cifra singola alla voce “Esami rimanenti” fa un certo effetto 😉

Tutto inutile?

Poi uno dice che l’Italia è arretrata. Poi uno dice che se ne vuole andare in America. A sentire queste cose a me viene da piangere. Il solo pensiero di stare a buttare migliaia di euro, anni di vita, e un po’ di salute mentale per essere sopravanzato da un semianalfabeta (perché questo è il prodotto della scuola pubblica italiana) con un pezzo di carta che attesta che il soggetto sappia usare correttamente un mouse dal valore di non più di 30€, mi fa letteralmente rabbrividire. Anzi, mi viene voglia proprio di tradirlo questo stato, che mortifica me e i miei (si spera) futuri titoli di studio acquisiti con sofferenza e sacrficio. Vuol dire che, se sarà il caso, li porterò altrove, dove saranno ben apprezzati…

Neoilluminismo

Ebbene si, amici miei! Non ve l’aspettavate, eppure eccomi qua: sto per dettare le linee guida del movimento del neoilluminismo. I miei contatti più stretti già sapranno di cosa sto parlando, per gli altri il discorso è molto semplice: il neoilluminismo è un movimento che punta di nuovo a mettere l’uomo al centro di tutto; stavolta però non per la mente, come i transalpini fecero nel XVIII secolo, ma per il corpo (più femminile che maschile) e la sua commercializzazione. Troppo evidente oramai tale tendenza: donne in abiti succinti e ammiccanti in ogni dove, persino nelle riviste sportive… A farmi capire però che era il caso di parlarne pubblicamente è stato il botta e risposta, indiretto, tra un inviato del Financial Times e una bilaureata italiana, ovviamente mortificata dalla piega che prendono le sue compatriote e, più in generale, la società tricolore. Per me niente di nuovo, visto che questa mia teoria risale a ormai un mesetto fa, ma se così tanti ne parlano vuol dire che non avevo tutti i torti, dopotutto…

Parte di un tutto

Come ci si sente ad essere parte di un progetto, di un grande progetto, uno di quelli che secondo gli autori “potrebbe cambiare il mondo (informatico, s’intende)”? Beh, tanto per capirlo, (effettivamente lo sapevo già, da quando feci le traduzioni per Football Manager 2005 della Sports Interactive — potete trovare anche il mio nome tra i ringraziamenti!) mi ci sono fiondato. “Bassa manovalanza”, ossia copiare le descrizioni delle funzioni di PHP dal sito ufficiale per metterle nella nuova versione di Aptana, un’IDE davvero molto promettente basata su Eclipse. Beh, devo dire che la soddisfazione è tanta, e poi chissà che non mi torni utile…

Zac zac!

Ebbene si. Speravo di evitarlo per un bel numero di motivi, ma pare che il momento si avvicina: dovrò andare sotto i ferri, tra non molto. Una cosa “semplice”, così semplice che riesco persino a dirlo: una videolaparocolecistectomia, che a sentirla così sembra chissà che, ma vi assicuro che suona più brutto di quanto sia in realtà (e vedete quanto sono stato buono, vi ho trovato un link senza immagini scabrose!). La cosa si farà verso fine luglio/inizio agosto… ad ogni modo prima possibile: più presto vado sul tavolo operatorio, più presto tornerò abile e arruolato per una nuova stagione calcistica (se sarà ufficiale o no, solo in cielo lo sanno). Beh, non vi nascondo che un po’ di strizza ce l’ho… ma pare che di alternative davvero non ce ne siano. Anche qui… vi farò sapere!

Trasloco

Parva sed apta mi. Mica tanto parva, effettivamente… In questa nuova casa ho tutta la libertà che volevo, dalla A alla Z… e tutto opensource. Si, alla faccia tua Microsoft, che non solo fai pagare pure per respirare, ma l’aria che fornisci è pure brutta e poco personalizzabile. Perderò pure i commenti che avevo sull’altro blog… ma è un prezzo che pago volentieri. Come già detto “di la”, spero che voi pochi sventurati vi troviate bene quanto me. E poi ho intenzione di estendere il significato di questo spazio, da “diario personale delle mie sventure” a “luogo in cui parlare di tutto quello che mi piace”, che mi riguardi direttamente o meno. Vediamo cosa ne esce fuori…

Scorrazzando nel tempo

Caspita, già due settimane che non scrivo. Strano, effettivamente; prima questo era un appuntamento quasi quotidiano, in cui soppesare sogni e speranze, illusioni e dolori. Invece ora sono riuscito a far passare due intere settimane e qualche spicciolo prima di aver qualcosa da dire. Beh quel qualcosa da dire, manco a farlo a posta, ha proprio a che vedere con il tempo. Stavolta però inteso come passato. Devo dire che le rievocazioni storiche mi hanno sempre affascinato, come d’altronde suppongo a gran parte della popolazione italiana, che fa della sua storia uno (il?) suo punto di forza in termini di identità popolare. Spesso ho pensato “Chissà che bello sarebbe…”, ed evidentemente devo averci pensato talmente tanto che quando stamattina l’occasione mi si è presentata davvero, quasi senza volerlo ho declinato. Sarà stata la mattina tarda, sarà stata la pigrizia impellente… non so. Per fortuna sono riuscito a rimediare, e a vivere una giornata che per quanto quasi ordinaria rimarrà sempre nella mia memoria. Chi mi conosce sa quanto mi affascini il medioevo, i racconti di cappa e spada e tutto ciò che li circonda… beh, impersonare un signorotto in una normalissima sfilata di una mezz’oretta per me è stato qualcosa di unico. La mia mano stretta su quella spada finta, con una presa tanto salda da riuscirla a trasformare in una vera lama nel mio cuore; arcieri al mio fianco e una gentil dama alla mia destra, mano nella mano; i tamburi e le fanfare a ritmo… avessi potuto chiudere davvero gli occhi chissà che mondo avrei visto. Ora il mio pensiero fisso è una speranza di poter vivere nuovamente queste emozioni, che magari per qualcuno non significano nulla (anzi, scommetto che c’è qualcuno pronto a dire che è una buffonata), magari che diventi una piacevole abitudine. E dire che me lo stavo per perdere…

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