Casa dolce casa

Alla fine, casa è sempre casa. Puoi andartene, cambiare lavoro, cambiare vita, ma casa è sempre casa. Ti ci sei sentito a tuo agio, hai abbassato le tue difese tra quelle quattro mura confortevoli, rassicuranti, solide da non permettere a nessuno di entrare se non invitato. E quando ci torni basta poco perché il tempo che hai passato lontano da essa, per quanto lungo sia stato in realtà, si contragga e si riduca a poco più di niente. Torni a sentirti a tuo agio protetto da tutto e da tutti. Capita addirittura che prendi il rischio e inviti qualcuno a condividere quella pace e quella serenità che sono si benedette, ma che è anche bello oltre che giusto condividere; qualcuno che magari neanche conoscevi fino a poche ore prima di rigirare la chiave nella serratura, ma che ti chiedi come mai non conosci da una vita. Torni anche ad arredarla, quella casa che per un po’ è rimasta spoglia e in cui la polvere ha iniziato insolentemente a ritagliarsi sempre più spazio: dai una ripulita, compri qualche nuova suppellettile, butti quelle rovinate. Metti la musica, quella giusta, ti siedi sul divano che hai appena rassettato, chiudi gli occhi.

Perché te ne eri andato, alla fine?

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