Signore e signori, questo è il calcio. Effettivamente potevo scrivere questo post settimane fa, quando a momenti mi mettevo a piangere davanti alla televisione. Guardavo distrattamente la partita tra Bristol City e Hull City, finale dei playoff di League Championship inglese, equivalente alla nostra Serie B. Chi vince va in Premier League, finale secca. Tra le fila dell’Hull c’è un giocatore, Dean Windass. Trentanove anni, nativo proprio di Hull, che da bambino andava con il padre a vedere le partite della sua squadra del cuore. L’Hull City non è mai stata in Premier League in 104 anni di storia, nove anni prima non aveva un campo dove giocare il campionato di Third League (Serie D). In quella partita, Windass segna l’unico gol, che regalerà la Premier League alla sua squadra per la prima volta, in un Wembley pieno in ogni ordine di posti. Un predestinato, che a fine partita piangerà in campo come un bambino. Questo è il calcio, lettori miei. Questo è il calcio, signori Galliani, Preziosi, Zamparini, Moratti, Abramovich e altri straricconi. Queste cose non si comprano, non le comprerete mai. Comprerete la palla che rotola, comprerete chi la fa rotolare, ma non avrete mai le emozioni e la sincerità del calcio. Fareste bene a capirlo, una volta per tutte, anche se non mi illudo.
Ossia: come rendere un’operazione di apparente routine un’esperienza drammatica.
Qualche settimana fa, una domenica, provo ad accedere come di consueto al Tifometro Bianconero, un forum di tifosi dell’Ascoli. Bum: sito non raggiungibile. Colgo la palla al balzo, avendo appena migrato questo blog su Netsons e trovandomi decisamente bene: avverto Daniele, che subito conviene con me dell’urgenza dell’operazione. In pochi giorni è tutto predisposto: il dominio su Netsons è acquistato, spazio disponibile, tutto pronto: finalmente passiamo a phpBB3, dopo che il vecchio host ancora aveva PHP3 e MySQL4 (preistoria informatica, possiamo dire).
Lunedì 5 maggio (avrà influito), ore 14: l’ora X. Il Tifometro va regolarmente giù, inizio a fare il backup del database.
Primo problema: alcune tabelle sono esageratamente grandi (le due sottolineate, contenente i testi di tutti i post e quello che ho scoperto essere un pachidermico sistema di ricerca dei post stessi, facevano 170 megabyte in due), quindi è impossibile backupparle. Scatta la prima crisi: per un paio di volte credevo di aver avuto backup completi, salvo poi scoprire che il simpatico server che ci ospitava le tirava fuori a metà. La crisi si risolve con una grande idea: faccio sette backup separati: uno per i post, cinque (sic) sequenziali per coprire tutta la tabella di ricerca e uno per le tabelle rimanenti, di dimensioni modeste. Ce la faccio, e quindi inizio a sparare sul nuovo server (se fosse una persona lo dovrei ringraziare per quanto mi ha sopportato ieri). Un’importazione media durava dai quindici ai venti minuti, quindi nel frattempo mi metto anche a studiare un po’ di ” Teoria della calcolabilità e complessità”: figuratevi come stavo disperato già li. Verso le 18.30 il restore finisce, e comincio a installare phpBB3, ma mi sfugge un dettaglio: per importare il tutto avevo bisogno anche dei file effettivi del forum presenti sul vecchio server, oltre che dal database: e via altri 30-40 minuti a fare lo spostamento (che deve ovviamente passare per il mio computer, quindi prima scaricare tutto e poi ributtare tutto su Netsons). A questo punto decido di prendermi un break, esco con la mia signora e torno per le 21, quando trovo Maurizio che mi sbraita contro perché, a conti fatti, avevo lasciato l’installazione a metà visibile a tutti invece della classica videata “Stiamo lavorando per voi”. Ad ogni modo, il trasferimento che avevo lasciato in sospeso è andato liscio liscio: possiamo procedere. Pochi click (oddio, mica tanto pochi… una trentina?) e il forum sembra essere a posto. Iniziamo a lavorare per impostare tutto, per cercare di rispettare l’orario delle 23, che sarebbe quello previsto per la fine dei lavori. Alle 21:55 ecco che arriva li: il dramma.
Maurizio: se provi ad entrare (sei admin quindi puoi fare login) troverai inanzitutto un carattere un po’ strano (evabbè) ma non ha le lettere accentate
Maurizio: esempio barelò me lo scrive Barel?
Calma. Respira. È un problema del tuo browser, gli dico, un problema di codifica. No, non lo è, ce l’ho anche io. Controllo il database. Tanti piccoli ? erano spuntati dal nulla, al posto delle lettere accentate, come formiche intorno allo zucchero. Bene, gli utenti con lettere accentate sono solo nove, li correggiamo a mano. No, cari signori miei. TUTTI i caratteri accentati, di TUTTE le tabelle sono stati sostituiti da punti esclamativi.
Qualcuno ha nominato la tabella dei post, che pesava 65 megabyte?
Li la scelta: potevo decidere di passarci sopra e amen, così mi consigliava anche Maurizio stesso. No, dico io. Se faccio un lavoro, lo faccio per bene. Via tutto il database, si ricomincia da zero. Torno sul vecchio in cerca di un metodo che mi consentisse di non perdere gli accenti, ma pare (perché poi, a cose completamente fatte, ho capito che forse potevo fare diversamente e molto più facilmente) che l’unico modo per non perdere i caratteri accentati sia quello di fare un copia e incolla delle query che popolano le tabelle. C’è un problema: una tabella che ha 135.078 righe, ha una query di popolamento di altrettante righe di codice. Ovviamente, può un browser essere capace di copiare e incollare in un file di testo tanta roba senza esaurire subito la memoria e crashare? Ovviamente no. E qui arriva il mio martirio: scopro, per raffinazioni successive, che posso lavorare per 5.000 righe alla volta. Un rapido calcolo: per 28 volte ho esportato la frazione di popolamento, copiato, preso il documento di testo sul mio PC (che poi avrei usato per ricostruire la tabella) incollato, verificato di non aver perso niente e sarei passato alla frazione successiva. Niente di clamoroso, se non fosse che il colpo accusato dal computer durante queste iterazioni è stato davvero forte: blocchi continui a ogni passaggio, e rabbia che sale sempre di più. Ma alla fine ce la faccio: ho tutto il database. Ricontrollo gli accenti: sono tutti lì. Lo ricostruisco sul nuovo spazio: coincide tutto.
I più attenti (anche se dubito che ci sia qualcuno che ha letto fin qui) noteranno una cosa: e la tabella di ricerca, quella da 90 e passa megabyte? Beh, fortuna ha voluto che un’ora prima, quando ancora non si verificava la tragedia, avevo notato che phpBB3 ha portato con se un nuovo metodo di ricerca, che rendeva completamente inutile quella tabella. Altrimenti vi dico solo di quante righe era composta: 4.037.325. È l’una passata, ma il database è tutto in ordine: stavolta installo davvero, e va tutto bene. Mando un SMS a Maurizio:
Restore terminato senza problemi. Vai e finisci il lavoro.
Ovviamente ero ben cosciente che lui era a letto da almeno due ore, e che avrebbe letto il messaggio la mattina dopo. Ma io avevo finito. E, non nascondo, anche piuttosto soddisfatto.
Il destino ci s’è messo, stavolta: mercoledì sera altra partita di calcetto, mentre la visita dal fisiatra non arriverà prima di giovedì. Beh, per me sei mesi (più o meno) sono stati sufficienti: ebbene si, rischio. La paura c’è ed è anche tanta, ma questo “edema intraspongioso dovuto a dismetria degli arti inferiori” m’ha già rotto le scatole a sufficienza. Certo, poi se giovedì sento dolore al fisiatra non so come glielo dirò… ma non ce la faccio più. Ho deciso, e vado. Che il ciel mi assista…
Contenti tutti. Se secondo loro si può dire “equilibrato” un campionato dove le neopromosse vengono piallate da squadre più o meno forti, si tengano pure il loro bel campionato equilibrato. Io, intanto, gongolo quattro volte in 90 minuti (esclusi pali e salvataggi sulla linea)…
Mio Dio, che emozione. Prima di tutto una precisazione, ho sforato di qualche minuto ma sappiate che questo post è dedicato al 31 marzo. Ho aspettato fino all’ultimo per partorire un intervento all’altezza della situazione, tanto che ho tardato troppo. Ma so che verrò perdonato. Dicevamo, 31 marzo: che giorno memorabile. Non posso non farti gli auguri… Eh si, due anni fa iniziava la mia rinascita: quest’oggi, a quest’ora, il mondo sarebbe stato di lì a poche ora il mondo sarebbe stato squassato dalla notizia della scomparsa di uno dei più grandi uomini che la storia abbia mai avuto. Ma per quanto egocentrico possa essere, questo tragico avvenimento non c’entra con la questione: a quest’ora, ero steso in un letto a un centinaio di chilometri da casa mia, in una città che ho da sempre considerato nemica ma che era il mio unico rifugio in quei giorni. Devo dire dopotutto che si è comportata bene: nessun intoppo, ne con me ne con mio padre che mi stava vicino in quei giorni. Tornando a me, ero steso in quel letto, lontano da casa con il solo affetto paterno a proteggermi, e quello di qualche familiare che di la si trovava a passare. Ma la battaglia la stavo vivendo dentro, e per quella nessuno mi aiutava: tre tubi che uscivano dal mio ginocchio destro, la coscia completamente rasata, un disegno con un pennarello verde a indicare che era quello l’arto su cui intervenire (meglio essere sicuri, con il servizio sanitario che ci ritroviamo oggi…), una flebo di antidolorifici e tanti sogni. Il giorno dopo mi avrebbero strappato via quei tubi (una sensazione che raramente dimenticherò), e il giorno dopo avrei cominciato a muovere i miei primi nuovi passi. Le lacrime, ingoiate a stento per non far vedere a mio padre la mia tremenda sofferenza, erano scomparse lasciando la scena alla speranza di poter tornare prima o poi come prima. Col senno di poi, forse 730 notti fa non immaginavo quanto sarebbe diventato importante avere oggi il ginocchio funzionante, seppur con qualche limitazione ma che comunque non limita l’attività della mia vita. Fatto sta che io, 730 notti fa, iniziavo un piccolo, grande nuovo capitolo della mia vita. Tanti auguri a te, ginocchio mio. Avremo tante soddisfazioni insieme, ne sono sicuro. Tanti auguri a te.
E non capite sempre male! Ok, ho un’anima abbastanza triste, mi deprimo facilmente e spesso vengo a piangermi addosso su queste pagine. Ma stavolta è un dolore dolce, amico, mio alleato. È un dolore che mi ricorda che ieri ho fatto una partita a calcetto. Una partita che per tante persone è solo un’ora di svago. Ma per me è stato un avvenimento. Una partita pressoché perfetta, dove ho tirato fuori numeri che ogni tanto dimentico di avere. Una partita giocata nel ruolo più bistrattato, forse, ma che mi ha dato grandi soddisfazioni ieri. Segnare da centrocampo e sentirmi dire da un compagno “E questo da dove l’hai tirato fuori?!?”, raccogliere i complimenti a fine partita per una vittoria schiacciante… Tutto questo, dopo quei maledetti 19 mesi dopo l’operazione, mi riempie di immensa gioia. Per questo io, quel dolore, lo benedico!
Eh si. Lo dicevo, due mesi fa: testa bassa e lavorare, i risultati arriveranno. E infatti… dopo tanto sudore, smentite, dimenticanze… eccolo il tesseramento tanto agognato. Sentirsi a tutti gli effetti parte della squadra dove giocano tutti i tuoi amici. Questo, signori miei, è calcio. Viverlo come un’avventura da intraprendere insieme con la gente che conosci da anni, con cui magari hai avuto (e hai ancora) rapporti più o meno felici; ma alla fine sei lì, domenica dopo domenica, allenamento dopo allenamento, a consigliare farti consigliare, a sostenere e farti sostenere. Oltre a questo, c’è un po’ tutto il discorso generale della vita da guardare sotto l’ottica di cui al titolo. Già, testa bassa e lavorare, i risultati arriveranno… oddio, effettivamente non è che ci sia granché di nuovo sotto quell’aspetto. Si, qualche novità… ma niente di definitivo, niente di sicuro, niente di clamoroso. Aspettiamo e vediamo, le situazioni si evolveranno, spero. Ecco perché devo continuare a dire… testa bassa e lavorare, i risultati arriveranno!
Si, esatto, quella che chi la lascia sa quel che lascia ma non sa quel che trova. E ovviamente, visto il post precedente, si tratta ancora della mia strada calcistica. Di ieri la notizia che il mio tesseramento è rimandato: normale, normalissimo, più che giusto. Non so perchè, ma mi aspettavo di più. Sarà che quando un tuo amico ti chiede per due volte “ma tu sei libero, si?” qualche ideuzza te la fai. Fatto sta che, almeno per quest’anno, questo è l’ultimo treno che ho, e non ho intenzione di perderlo e rimanere fermo, ora che finalmente sto perseguendo il mio sogno, lasciandomi dietro ginocchia fregate e malanni vari. E in qualunque caso sono tra amici, e di conseguenza non ho intenzione di rompere le scatole e magari alimentare frizioni solo per un tesseramento. Devo solo ritrovare un po’ di umiltà, forse con l’esperienza a Genzano mi ero montato un po’ la testa tra un gol e partite da titolare. Testa bassa e lavorare, i risultati arriveranno.
A quanto pare li fanno tutti. Dei più disparati: chi vince alla lotteria e butta il biglietto, chi sbaglia l’autobus… e chi cambia squadra. Ora avanti, iniziate a dirmi: “ma che cacchio te ne frega!”. Già me l’hanno detto in tanti. E ovviamente tutti avete ragione. Ma non riesco a farmene una ragione… Ok, sono stato troppo impulsivo ad andarmene. Lo ammetto, l’ho già ammesso e non ho problemi nel farlo; d’altronde l’ipocrisia per fortuna non fa parte di me. Però ora? Di certo indietro non si torna, non per ora almeno. Le leggi non scritte della vita dicono che in questi casi, l’unica cosa da fare è “sorridere e andare avanti”. Si, facile a dire. Ce la farò? Devo farcela, non posso mollare una “carriera” calcistica, o presunta tale, a 22 anni. Sarebbe una sconfitta troppo grossa. E poi, diamine, ma tanto scarso sono?