Sarà che ieri ci sono stati alcuni convulsi momenti, dovuti (ma guarda un po’) al campionato a Monticchio, ma la notizia (pur enormemente importante, a mio modo di vedere) mi era completamente sfuggita. Ora, lasciando stare le opinioni personali e i giudizi tecnici (che comunque, da ignorante, mi fanno andare verso i “pro” — ma non ditelo in giro), non c’era prima da controllare qualcosa?
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Sparare a zero sulla caduta del governo subito dopo il voto sarebbe stata, malgrado la malcelata soddisfazione personale, una caduta di stile da parte del sottoscritto. Allora vedrò di farlo a mente fredda, anche avendo ascoltato voci a me più o meno vicine. Beh, di certo c’è una cosa: siamo al “mors tua, vita mea” politico. Già il fatto che si parli di morte, seppur figurata, in un parlamento nazionale è qualcosa che fa pensare. Per non parlare della seconda parte della frase, la “vita mea”: non dovrebbe essere la vita dei cittadini, a importargli? Ah, si, giusto. Quello in un mondo perfetto. Parliamo poi della seconda fiducia, sempre avvenuta lo stesso giorno, ma di cui guarda caso in pochissimi hanno parlato: quella accordata dal consiglio regionale della Sicilia al presidente Cuffaro (che, per i meno attenti, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento alla mafia): ebbene, è stato confermato al suo posto. Da una Sicilia che diceva di voler cambiare, di non essere marcia, e tanti altri buoni propositi. Beh, commentate voi.
P.S. Pare che oggi Cuffaro si dimetta. A parte il fatto che prima voglio vederlo ed esserne sicuro, mica lo fa per la vergogna di quello che ha fatto, o per aver capito di aver danneggiato la sua regione e la nazione intera. No, per essere stato beccato con le mani nei cannoli. Evviva.
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Certo che sono proprio un disgraziato. Domani ho un esame anche abbastanza importante, e invece sono qui a dividermi tra la diretta dei lavori al senato e Facebook. È quasi incredibile, ma sono stregato da tutta ’sta cosa del social networking. Poi domani mi boccia, e io ricasco in depressione. Ma chi se ne frega, c’è Facebook…
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