Archivio per la Categoria “Attualità”Il mondo e dintorni. …Ma prego la sera nel mio letto, invece? Ok, un po’ per pigrizia. Ma un po’ anche per questo.
Gen
26
2008
Sfiducia e sfiduciatiScritto da: Claudio in Politica, tags: berlusconi, cuffaro, governo, mafia, prodi, senato, votoSparare a zero sulla caduta del governo subito dopo il voto sarebbe stata, malgrado la malcelata soddisfazione personale, una caduta di stile da parte del sottoscritto. Allora vedrò di farlo a mente fredda, anche avendo ascoltato voci a me più o meno vicine. Beh, di certo c’è una cosa: siamo al “mors tua, vita mea” politico. Già il fatto che si parli di morte, seppur figurata, in un parlamento nazionale è qualcosa che fa pensare. Per non parlare della seconda parte della frase, la “vita mea”: non dovrebbe essere la vita dei cittadini, a importargli? Ah, si, giusto. Quello in un mondo perfetto. Parliamo poi della seconda fiducia, sempre avvenuta lo stesso giorno, ma di cui guarda caso in pochissimi hanno parlato: quella accordata dal consiglio regionale della Sicilia al presidente Cuffaro (che, per i meno attenti, è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento alla mafia): ebbene, è stato confermato al suo posto. Da una Sicilia che diceva di voler cambiare, di non essere marcia, e tanti altri buoni propositi. Beh, commentate voi. P.S. Pare che oggi Cuffaro si dimetta. A parte il fatto che prima voglio vederlo ed esserne sicuro, mica lo fa per la vergogna di quello che ha fatto, o per aver capito di aver danneggiato la sua regione e la nazione intera. No, per essere stato beccato con le mani nei cannoli. Evviva.
Gen
24
2008
Febbre da social networkingScritto da: Claudio in Informatica, Politica, tags: elezioni, facebook, senato, social networking, univaqCerto che sono proprio un disgraziato. Domani ho un esame anche abbastanza importante, e invece sono qui a dividermi tra la diretta dei lavori al senato e Facebook. È quasi incredibile, ma sono stregato da tutta ’sta cosa del social networking. Poi domani mi boccia, e io ricasco in depressione. Ma chi se ne frega, c’è Facebook… Come lo chiamate, voi, mettersi in discussione a ottanta e più anni, quando si ha il sacrosanto diritto di non dover stare più a pensare a dare, ma anche ad iniziare a raccogliere? Io lo chiamo così. Ma v… Contenti tutti. Se secondo loro si può dire “equilibrato” un campionato dove le neopromosse vengono piallate da squadre più o meno forti, si tengano pure il loro bel campionato equilibrato. Io, intanto, gongolo quattro volte in 90 minuti (esclusi pali e salvataggi sulla linea)… Poi uno dice che l’Italia è arretrata. Poi uno dice che se ne vuole andare in America. A sentire queste cose a me viene da piangere. Il solo pensiero di stare a buttare migliaia di euro, anni di vita, e un po’ di salute mentale per essere sopravanzato da un semianalfabeta (perché questo è il prodotto della scuola pubblica italiana) con un pezzo di carta che attesta che il soggetto sappia usare correttamente un mouse dal valore di non più di 30€, mi fa letteralmente rabbrividire. Anzi, mi viene voglia proprio di tradirlo questo stato, che mortifica me e i miei (si spera) futuri titoli di studio acquisiti con sofferenza e sacrficio. Vuol dire che, se sarà il caso, li porterò altrove, dove saranno ben apprezzati… Ebbene si, amici miei! Non ve l’aspettavate, eppure eccomi qua: sto per dettare le linee guida del movimento del neoilluminismo. I miei contatti più stretti già sapranno di cosa sto parlando, per gli altri il discorso è molto semplice: il neoilluminismo è un movimento che punta di nuovo a mettere l’uomo al centro di tutto; stavolta però non per la mente, come i transalpini fecero nel XVIII secolo, ma per il corpo (più femminile che maschile) e la sua commercializzazione. Troppo evidente oramai tale tendenza: donne in abiti succinti e ammiccanti in ogni dove, persino nelle riviste sportive… A farmi capire però che era il caso di parlarne pubblicamente è stato il botta e risposta, indiretto, tra un inviato del Financial Times e una bilaureata italiana, ovviamente mortificata dalla piega che prendono le sue compatriote e, più in generale, la società tricolore. Per me niente di nuovo, visto che questa mia teoria risale a ormai un mesetto fa, ma se così tanti ne parlano vuol dire che non avevo tutti i torti, dopotutto… Posto che non conosco la vicenda, quindi non mi soffermo sul giudicare il provvedimento nel merito; stamattina ho leto che è stato sequestrato un blog, a quanto pare, abbastanza famoso, di tale Piero Ricca, che si autodefinisce “Cittadino incensurato (e incensurabile) che ha il vezzo di interpellare i potenti richiamandoli alle proprie responsabilità”. Bene, finito il preambolo, quello che mi ha colpito, a me come a tutti altri (Punto Informatico, ad esempio), è stata la modalità: di solito quando la Guardia di Finanza o la Polizia Postale intervengono, compare il classico annuncio, con tanto di stemma della forza dell’ordine che esegue il provvedimento, e richiami legislativi di vario genere. No, questa volta è il caso di dire che l’intervento è stato chirurgico: chiedere e ottenere al provider la modifica della password, in modo da non poter più aggiornare il blog. Un modo elegantissimo di tappare la bocca. Ovviamente gli utenti che consultano il sito non ne sanno nulla, ma tanto la bocca di chi non doveva parlare è stata chiusa, quasi ad inscenare un pentimento clamoroso. Quarta puntata di orrori all’italiana? Giudicate voi. |



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