Chi mi conosce, sa di me una cosa sopra tutte: sono un insicuro. Ho bisogno che la mia vita poggi su basi solide e abitudinarie: basi pensare che ho pranzato per settimane con lo stesso pasto senza sentire neanche l’esigenza di cambiare. Bene, in quella ormai famosa notte del 6 aprile scorso (ma guardatemi, ne parli come se fosse già passata uma vita e mezza…) posso dire di aver visto crollare quelle fragili fondamenta che sostenevano la mia vita. Certo, sto bene e tutti lo stiamo in famiglia. Però ora, quando la “vacanza” inizia a volgere al termine, inizio ad avvertire ciò che sarà il futuro: un eterno, enorme, infinito dubbio. Dove andare? Dove completare gli studi? Dove continuare la mia vita? Avrò una vita da continuare? Se qualcuno avesse una o più risposte alle sopracitate domande, è pregato di segnalarle. Si ringrazia per la cortese collaborazione.
