Avete presente quelle serate in cui il tempo passa senza che voi possiate, ma in realtà vogliate, farci niente? Dopo un gran bel pomeriggio passato con i cugini bresciani della mia dolce metà, i quali mi hanno involontariamente ricordato al mio lato che anche persone fino a ieri sconosciute possono essere addirittura simpatiche, mi ritrovo ora seduto sul terrazzo, appena sfiorato dalla quasi immobile brezza notturna, ad ammirare la luna e a far viaggiare la mente verso luoghi quasi, o del tutto, irraggiungibili, immaginari e non. Il telefono, che nei momenti di attesa mi propone musiche suggestive e raffinate, ha appena squillato annunciandomi la chiamata di Manu, con la cui assistenza ho stilato il positivo bilancio della giornata odierna. Mio padre, sognatore al par mio, se ne sta in piedi sul balcone, con le gambe tra i vasi di mia zia contenenti piante che non imparerò mai a distinguere, sorseggia la sua bevanda e fa roteare il ghiaccio nel bicchiere, provocando un tintinnìo quasi ipnotico, immerso in chissà quali pensieri. Dentro, mio nonno seduto sul divano prorompe di tanto in tanto in una fragorosa risata, che ha più il sapore di un attimo di ilarità ritrovata che di effettiva attenzione verso la pellicola in bianco e nero che scorre davanti ai suoi occhi. Ecco, potete sentirla ora, questa serata, in cui è la luna stessa a fare da regista alle stelle che recitano tremolanti sull’oscuro palcoscenico del cielo di una notte estiva? Vi assicuro, è inebriante…

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