Già. A fine giornata mi pareva quasi difficile crederci. Ancora una volta, come da dieci e più anni a questa parte, siamo ancora noi. I soliti, i più disattenti direbbero. Quelli giusti, correggo gentilmente io. Trasformare una giornata “normale” (perché non venitemi a dire che pasquetta è un giorno speciale, è un giorno come un altro preso a pretesto per “fare qualcosa”) in un qualcosa di diverso non è da tutti. Farmi divertire giocando a rugby, che come sapete non è esattamente il mio sport, facendomici anche capire qualcosa non è ugualmente da tutti. Provocarsi crampi agli addominali dalle risate a ogni strofa di “Oh Happy Day” giusto perché… perché vogliamo fare così è un qualcosa di spettacolare. Avere con quella gente un rapporto così vivo, così intenso da riuscire a scoppiare a ridere solo con un’occhiata, eppure (forse per alcuni, sicuramente per me) così trascurato… beh, io ho finito gli aggettivi. Ok, non eravamo tutti, e qualche pezzo da novanta mancava (tranquillo bellè, hanno chiesto di te!) ma eravamo comunque “quelli giusti”. Sperando di poterlo essere ancora, e non solo quando capita ma anche quando lo vogliamo far capitare noi. Grazie A., A., A., F. e L.. Questa giornata è stata per noi.

