…Dice un mio amico piuttosto giocherellone. A parte la battuta patetica, che peraltro non è neanche tanto immediata, in questa settimana è proprio l’ozio che la sta facendo da padrone nella mia vita. Per scelta, per carità: sono stato io a decidere di prendermi una (giusta) vacanza per una settimana dall’università, dopo quel bel 30. Un po’ per ricaricare effettivamente le pile, un po’ perché è sempre così bello non avere niente da fare e farsi scivolare il tempo addosso come se niente fosse. Ecco, qui rimango sorpreso da me stesso, segno che forse a poco a poco sto iniziando a maturare. Non credevo di poter mai riuscire a pronunciare una frase del genere, neanche una frase che si avvicinasse lontanamente a quella che sto per dire, invece è proprio così: quasi quasi mi manca l’università. Non svenite per piacere, fatemi spiegare. Sarà che io raramente mi ci sono messo, finora, sui libri (e si vede); forse sarà il vedere i miei amici che tra meno di un mese avranno la parolina “Dottor” davanti al nome, o magari la semplice sensazione ritrovata di riuscire un qualcosa, di sentirsi dire “ottimo lavoro” conoscendo che hai appena ottenuto il massimo, che hai eccelso in qualcosa. Una di queste, tutte insieme e chissà quante altre sensazioni mi turbinano nella mente mentre penso: quasi quasi mi metto a studiare qualcosa per passare tempo… Sbrigati, signor ozio, hai tempo fino a domenica: fai quel che vuoi ma fallo in fretta, da lunedì si ricomincia a studiare…

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