Ma non per distrarmi un po’. Ti scrivo perché oggi, nel tuo piccolo, sei la protagonista. Non capita spesso di celebrare la tua bellezza, candida e agghiacciante. Sei un po’ come le cose importanti: ci accorgiamo di te solo quando scompari. Forse lo fai anche apposta: e ne hai tutte le ragioni dopotutto. Anche tu, soprattutto tu hai diritto di essere celebrata. E allora oggi torno a scrivere di me sotto la tua luce, sul balcone, con poetiche melodie che risuonano nella mia testa. Effettivamente di me non ho molto da dire: sai, la mia vita dopotutto è sempre quella. Sassolini, rocce, scogli… imprevisti di vario genere si pongono sul mio cammino nel tentativo di ostacolarmi. Che poi questo tentativo sia riuscito o meno, non so dirlo: solo il tempo sarà giudice, giuria e boia del mio successo. Fatto sta che per ora, luna cara, posso e devo solamente prendere esempio da te, che imperterrita giorno dopo giorno ti alzi silenziosa, e accompagni nelle ore più buie coloro che non dormono, per vocazione o per dovere. Compagna silenziosa, fedele custode dei segreti che a te vengono confidati. Ecco che inizi ora ciò che dicevo: stai per prenderti quella piccola rivincita di solitudine, il tuo chiarore inizia a scemare quasi per ricordarci come sarebbe vuoto il mondo senza di te, come sarebbe buia la notte senza la tua guida. Tranquilla, brillante signora dei segreti: non possiamo dimenticarti. Non possiamo arrogarci il diritto di fare a meno della tua gelida magnificenza.

