Questo blog, da quando è nato, parla di me. Delle mie storie, dei miei problemi, dei miei pensieri. Intendiamoci, non che abbia solo quelli, a volte mi capita di essere felice. Ma sai com’è, quando sei felice pensi a vivere il momento, non ti fai paranoie di vario genere (non normalmente, almeno). Stavolta voglio fare uno strappo: parlo di un’altra persona. Non so se mi leggerà, spero di si. Il fatto è che mi sembra talmente strano di dover spiegare una cosa già spiegata chiaramente tempo fa, che effettivamente non so neanche cosa dire. Mi si è detto di pensare ancora a una persona che è stata nella mia vita per tre anni, dieci mesi e un numero indefinito di giorni. Pensare a lei? Ma stiamo scherzando? Penso solo a quanto ho sofferto per lei, a quanto sono cresciuto quando l’ho persa. Penso agli amici che mi sono stati vicini, che mi hanno aiutato a rialzarmi, e a quanto ho fatto io per tornare orgoglioso a petto in fuori a sfidare il mondo. Questo significa pensare di lei, volerla farla tornare nella mia vita? Ma parliamo la stessa lingua? Mah. Buona fortuna, comunque.

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