Terza e ultima parte, anche se è più una postilla alla seconda, un “balletto del te l’avevo detto” che parte da me e arriva nello stesso punto: come immaginavo, la lampadina si è effettivamente fulminata. Ma chi dice che non possa vivere di luce propria?
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Ma neanche per sogno… piuttosto, mi sono ritrovato in questi giorni a riflettere ancora sulla luce. Stavolta non quella della galleria, ma quella di una semplice lampadina. Sarà, ma anche in essa trovo delle analogie con la sopracitata “questione tunnel”. Monti una lampadina, la provi accendendo l’interruttore e funziona. Tutto ok, la spegni, tanto ora non ti serve. Nel passare del tempo, magari degli anni, tutto bene: ogni volta che arriva il buio, basta un clic e la lampadina risolve tutti i tuoi problemi. Poi una sera come un’altra, dove il buio fa per ghermirti, pronto a saltarti addosso da ogni angolo della tua casa, le chiedi come di consuetudine aiuto. Ma stavolta, zac: fulminata. Così, da un momento all’altro, senza un preavviso, senza un avvertimento. Panico. E ora? La storia ci insegna che le lampadine, quando sono fulminate, si cambiano: non si può riparare, non ci puoi fare niente. Solo assistere al loro disfacimento, e poi cambiare. Tutto torna come prima. O almeno ti sembra…
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