Ecco qui una carrellata del montaggio, tutto eseguito del sottoscritto, della scrivania e delle due librerie (anche se qui ne vedete solo una) che popoleranno il mio studio. Il tutto eseguito in un paio di giorni, senza grosse difficoltà, a parte un pezzo che mancava clamorosamente nella scatola e che mi è stato comunque fornito a tempo di record dal negozio (no, non mi va di far pubblicità). Comunque la soddisfazione, devo dire, è stata tanta.
Avete presente quelle serate in cui il tempo passa senza che voi possiate, ma in realtà vogliate, farci niente? Dopo un gran bel pomeriggio passato con i cugini bresciani della mia dolce metà, i quali mi hanno involontariamente ricordato al mio lato che anche persone fino a ieri sconosciute possono essere addirittura simpatiche, mi ritrovo ora seduto sul terrazzo, appena sfiorato dalla quasi immobile brezza notturna, ad ammirare la luna e a far viaggiare la mente verso luoghi quasi, o del tutto, irraggiungibili, immaginari e non. Il telefono, che nei momenti di attesa mi propone musiche suggestive e raffinate, ha appena squillato annunciandomi la chiamata di Manu, con la cui assistenza ho stilato il positivo bilancio della giornata odierna. Mio padre, sognatore al par mio, se ne sta in piedi sul balcone, con le gambe tra i vasi di mia zia contenenti piante che non imparerò mai a distinguere, sorseggia la sua bevanda e fa roteare il ghiaccio nel bicchiere, provocando un tintinnìo quasi ipnotico, immerso in chissà quali pensieri. Dentro, mio nonno seduto sul divano prorompe di tanto in tanto in una fragorosa risata, che ha più il sapore di un attimo di ilarità ritrovata che di effettiva attenzione verso la pellicola in bianco e nero che scorre davanti ai suoi occhi. Ecco, potete sentirla ora, questa serata, in cui è la luna stessa a fare da regista alle stelle che recitano tremolanti sull’oscuro palcoscenico del cielo di una notte estiva? Vi assicuro, è inebriante…
Udite Udite! Sua Signoria Steve Ballmer, fissa un nuovo obiettivo per migliorare l’azienda di cui è appena divenuto presidente, dopo l’addio di Bill Gates: DIVENTARE COME APPLE.
Non ci credo, un omino capace di show di questo genere che dice cose sensate. Si apre la lotteria per indovinare chi gliel’avrà suggerita.
Di seguito qualche pezzo della sua comunicazione ai dipendenti:
Nella competizione tra Pc e Mac, sbaragliamo Apple di 30 a 1. Ma non c’è nessun dubbio che Apple sia florida. Perché? Perché sono bravi a fornire un’esperienza che è ristretta ma completa, mentre il nostro impegno verso la scelta spesso porta con sé dei compromessi nell’esperienza finale.
[...]
Oggi stiamo modificando il modo in cui lavoriamo coi produttori di hardware, così da fornire all’utente esperienze complete senza alcun compromesso di sorta. […] Faremo lo stesso con i telefoni: daremo scelta e al contempo forniremo fantastiche esperienze finali.
Forza Steve. Ce la puoi fare. Almeno il nome, con qualcuno alla Apple, in comune ce l’hai.
Da anima poetica (come no!) quale sono, di sicuro il panorama che si sarebbe visto dalle mie stanze avrebbe rivestito un’importanza non secondaria. Devo dire che, preso dalla follia, c’è anche stato un momento in cui preferivo un’altra casa, un pochino più piccola e bruttina ma che costava buoni 50.000€ di più, solo per il comunque splendido panorama notturno che si poteva godere da lì (ebbene si, mi piacciono le lucine!). Per fortuna sono rinsavito abbastanza presto, in modo da poter apprezzare tutti i vantaggi della mia nuova residenza, al prezzo di un altrettanto bel panorama, ostacolato però in parte dalla tettoia della COOP Amiternum.
Questo è un mezzo articolo di servizio: esce infatti oggi l’applicazione Wordpress per iPhone, che consente (ma guarda un po’?) la pubblicazione di articoli direttamente dallo smartphone della mela. A parte la difficoltà (relativa, vi assicuro) di usare la tastiera, pare davvero andare tutto a gonfie vele. Allegherò anche un’immagine di prova scattata in diretta. Tra l’altro ho anche appena scoperto l’utilissima funzione di poter salvare un post in locale per recuperarlo in un secondo momento.
Edit: pare che ci siano problemi con gli accenti. Per ora proverò senza.
Inauguriamo oggi una nuova rubrica (wow, fa così editoriale), su preciso suggerimento della mia dolce metà. Inizia oggi: “Lavori in corso - blog di una casa”!
Vi ho già detto (tramite blog o a voce, se ci conosciamo direttamente) che ho (ok, mio padre ha) acquistato una nuova casa. Con voi condividerò i piccoli progressi che la casa compie giorno dopo giorno, evento dopo evento. Per cominciare, oggi parliamo di: il camino.
Premettiamo che questo camino è stato quanto di più tribolato ci sia stato da pianificare: prima indagini conoscitive tra varie ditte, primi prezzi esorbitanti (verso i 5.000€), poi riusciamo a trovare un ottimo compromesso tra qualità e prezzo. I pezzi arrivano esattamente quando dovevano arrivare, e qui inizia il vero dramma: ad una prima analisi, non si può più mettere. Pare che, quando lo abbiamo acquistato, nessuno si sogna di avvertirci circa il tiraggio, e l’angolazione che deve avere la canna. Ovviamente, una volta comprato, non si può più far niente: abbiamo provato a farcelo cambiare, per metterlo in un’altra posizione, ma nulla: così s’ha da fare. E così incrociamo le dita, lo facciamo assemblare dai disponibilissimi muratori, e poco più sotto vedete il risultato finale. Il dato più importante: tira come un giamaicano
Domani iniziamo a pulire, e a portare i primi scatoloni. Stay tuned!